9 regole per sopravvivere al giorno zero di un’apocalisse zombie

Oggi cercherò di spiegarvi come sopravvivere alle prime fasi dell’invasione zombie. Per rendere tutto più facile creerò un elenco di 9 punti.

Regola N°1: Orecchie tese e occhi ben aperti!

“Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti, tuttavia la razza umana era sopravvissuta.”

Avete tre secondi per dirmi da dove arriva questa frase…

3…

2…

1…

Siete morti.

Se non avete capito da dov’è tratta la frase, credo che non siate adatti a sopravvivere in nessun post-apocalittico degno di nota. Quindi, non sprecherò tempo a rivelarvi la fonte, inserite la frase su google e incrociate le dita affinché il mondo non finisca in malora.

Immagino che ora il titolo sia più chiaro…

Tolto il gusto nel poter insultare qualcuno, ho messo questo incipit per chiarire una cosa, nessuno vi dirà: “Signore e signori, è iniziata l’apocalisse zombie!”

Starà a voi cogliere i segnali. Prima capirete cosa sta succedendo più possibilità avrete di sopravvivere.

Nota: Provate a contattare i vostri cari e avvisateli del pericolo. Se rispondono ditegli di seguire anche loro il punto 2.

Regola N°2: Armatevi!

Partiamo dal presupposto che, salvo cambiamenti repentini, pochi Italiani hanno a disposizione una qualsiasi arma. Lo spray al peperoncino, che doveva salvarvi la vita, potrete mettervelo… sul tonno in scatola!

lo spray al peperoncino potrete mettervelo… sul tonno in scatola!

Quindi dovrete usare l’ingegno. Sì a qualsiasi arma da fuoco che troverete in giro, possibilmente senza dover uccidere nessuno. Nonostante io sia contro le armi da fuoco (troppo rumorose possono attirare i morti viventi), nelle prime ore ci sarà talmente tanto caos da permettervi un po’ di rumore.

Sì a qualsiasi oggetto contundente. Fate viaggiare la fantasia, attorno a voi tutto può essere usato per sfasciare un cranio. Per un attimo immaginate di essere un ingegnere dell’IKEA, di quelli addetti alla sicurezza dei bambini, e fate il ragionamento inverso.

Ecco, ora avete la vostra arma.

Nota: Se siete stati rapidi nel recuperare l’arma e avete ancora in linea i vostri cari, che non sono in un posto sicuro, dategli appuntamento al punto 3, lì più braccia avrete meglio sarà!

Regola N°3: Provviste

I più grandi cervelloni americani, che si stanno preparando da una vita all’avvento degli zombie, hanno in casa provviste che gli permetterebbero di sopravvivere per mesi. Ma noi siamo Italiani, abituati ad arrivare a stento a fine mese, e in casa abbiamo cibo e acqua buoni giusto per la serata. Quindi, c’è solo una soluzione: sotto con lo sciacallaggio.

Consiglio: no a Centri Commerciali molto grossi. Quelli hanno le guardie armate e un affluenza che fa crescere a dismisura le possibilità di infezioni.

Quindi bentornati negozietti di alimentari. Le grandi città pullulano di Minimarket etnici. Siamo in piena emergenze, che se ne frega se la pasta che “prenderete in prestito” sarà Borilla o se la Coca Cola arriva dalla Croazia!

Prendete solo cibo in scatola, niente sushi e niente perdite di tempo altrimenti diventerete voi l’all you can heat di qualcuno.

Nota: Se i vostri cari sono già al sicuro, raggiungeteli. Altrimenti andate al punto 4.

Regola N°4: Posto sicuro temporaneo (PST)

Il PST dev’essere raggiungibile in una manciata di minuti. Non ci è dato conoscere la rapidità con cui si scatenerà il tutto. Nella migliore delle ipotesi saranno ore, nella peggiore non farete in tempo ad arrivare al punto uno. Non è il caso di cercare tenute di campagna isolate o rifugi in alta quota. Già dieci chilometri in città possono essere troppi.

Un appartamento andrà bene. Vi bastano quattro mura, con una buona porta e possibilmente non al piano terra. Sconsigliati anche i piani alti. Siate certi di avere sempre almeno due possibilità di fuga. La parola “sicuro” diventa molto opinabile in queste circostanze.

Nell’eventualità in cui casa vostra fosse troppo lontana, usate uno dei metodi più in voga in questi anni per l’assegnazione delle case popolari: occupatene una!

Vi sconsiglio di cercare riparo in uffici o in qualsiasi luogo pubblico. Un’eccezione posso farla per il vostro Pub di fiducia, ma anche lì difficilmente sarete al sicuro (citazione che DOVETE cogliere).

Regola N°5: No Vacancy

Il PST sarà tale se farete di tutto per difenderlo. Una volta chiusa la porta il mondo dovrà rimanere fuori. Non ci saranno invitati dell’ultima ora, niente “poverino così lo condanniamo”. Se vorrete sopravvivere dovrete imparare a essere egoisti.

L’unica eccezione ammessa saranno i familiari a cui avevate telefonato. Se loro riusciranno a raggiungervi potrete farli entrare. Però, appena al sicuro, fateli spogliare e controllate che non abbiano segni addosso: non fidatevi di un “Sto bene, non mi ha morso nessuno”.

Ricordatevi: non siete gli unici a saper mentire.

Regola N°6: Take Away

Tenete ben in mente la “T” di PST. Se una cosa è temporanea lo è, spesso, non per scelta. Quindi, pranzo al sacco sempre a portata di mano in caso di fuga improvvisa. Se dovrete scegliere tra il “Palo/Arma” e il cibo, non pensateci su troppo: il mondo è pieno di pali. Se dovrete scegliere tra il cibo e il/la vostro/a compagno/a… chiaramente io sceglierei tutta la vita la mia dolce mogliettina. Però, se fossi un bastardo come voi…

Regola N°7: Porte chiuse

La sicurezza non è mai troppa. Se una cosa l’ho imparata dai film horror è che in una stanza piena di persone che dormono, almeno una di loro si trasformerà in zombie e verrà fuori un casino. Soluzione: ognuno nella propria stanza, o comunque gruppi il più possibile piccoli, e porte chiuse a chiave dall’interno. Un umano sa aprire una serratura, uno zombie no!

Regola N°8: Pazienza

Una volta sigillato il PST, mettetevi comodi e attendete che il peggio passi. Non esiste noia durante l’apocalisse zombie, esiste solo la sopravvivenza. Quindi, passate le prime ventiquattro ore senza spari, aspettatene altre ventiquattro e solo allora iniziate a pensare alla possibilità di uscire.

Regola N°9: Punto d’osservazione

Cercate un punto da cui controllare come evolve la situazione. L’isolamento è cosa buona e giusta, ma non bisogna esagerare. Rimanere tagliati fuori può voler dire perdersi l’occasione di fuggire prima che l’esercito rada al suola l’intero isolato con voi dentro.

Raggiunto il punto 9 sarà il caso di pensare a cosa fare dopo, ma essendo “dopo” non è questo il momento di parlarvene.

Buona sopravvivenza!

 

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